DA DOVE INIZIA IL MOVIMENTO ?

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“La sorprendente struttura del corpo umano con le sue incredibili possibilità d'azione rappresenta uno dei
maggiori miracoli dell'esistenza. Ogni fase del movimento, ogni minimo trasferimento di peso, ogni
singolo gesto di qualsiasi parte del corpo rivela un aspetto della nostra vita interiore.
Ogni movimento ha origine da una sollecitazione interna, causata da una impressione sensoriale immediata o da una complicata
catena di impressioni sensoriali già esperite e fissate nella memoria.
L’uomo si muove per soddisfare un bisogno. Attraverso il movimento, tende a qualcosa che ha per lui un valore.
È facile intuire lo scopo del movimento di un bambino se è rivolto ad un oggetto tangibile, ma esistono anche valori intangibili che
spingono al movimento.
Il movimento quindi rivela molte cose diverse.
Osservando, descrivendo e analizzando il movimento, si indaga per mettere a nudo il meccanismo che collega la manifestazione esteriore alla
motivazione interiore.
Il movimento non va inteso come semplice fatto esteriore, ma diventa espressione della tensione interiore:
il gesto emergente trova il modo più funzionale ed efficace per organizzare la propria identità spazio-temporale all’interno del flusso dinamico del
movimento.
Conoscere, riconoscere e “dominare” i fattori che regolano il movimento significa essere in grado di
armonizzare e ottimizzare i propri impulsi interiori, migliorando, così, la propria qualità di vita.
La conoscenza dei fattori di movimento non si riferisce perciò ad atti codificati e stilizzati da apprendere in maniera unificata e ripetitiva e ai
quali rifarsi con il minore scarto possibile.
Errare significa anche sbagliare e separare nettamente, in chiave
educativa, una prospettiva tesa all’adeguamento al modello, all’esecuzione corretta, rispetto ad una prospettiva aperta all’esperienza del fare, che ammette
naturalmente il dubbio, il ripensamento e magari, perché no? Anche l’errore.

Vi sono giorni nei quali sono convinto che nessun uomo sulla terra
sappia osservare certe atmosfere di aria e nuvole,
certe risonanze di colori, certi profumi e gradazioni di umidità
in maniera così sottile, così precisa e fedele come so fare io
con i miei vecchi, nervosi sensi di poeta errante.
Hermann Hesse

Il movimento, diventa allora anche un’occasione per ridefinire il processo di conoscenza come appagamento sensoriale e come attitudine sinestetica.
Trasportare su un piano fisico ciò che si sente e si vede, non per descrizione, ma per quella naturale risonanza empatica delle cose che ci fa
legare spontaneamente forme, sensazioni tattili, suoni, odori, visioni, consente di assaporare pienamente il dialogo silenzioso fra interno ed esterno, fra noi e il mondo.
Il pensiero corre alle tante immagini di corpi liberi di bambine e bambini a gambe e piedi nudi, protesi nel piacere di muoversi all’aperto, di
sentire l’aria sulla pelle, di respirare energia vitale, in continua scoperta di quella totale immersione nel movimento che li aiuterà a crescere e radicarsi meglio nella propria vita.
E' questo uno degli obiettivi dell'educazione psicomotoria “aiutare le persone a trovare una relazione corporea con
l’intera esistenza attraverso il movimento".