LE EMOZIONI PRIMARIE

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L’educazione emotiva nella scuola dell’infanzia

La competenza emotiva così definita include abilità come: esprimere adeguatamente le proprie emozioni in base alle circostanze, riconoscerle negli altri, essere consapevoli di quello che si prova, sapervi dare un nome, entrare in risonanza empatica con le emozioni altrui senza esserne sopraffatti, utilizzare strategie di regolazione per modulare la propria esperienza così come la propria espressione emotiva.

L’attenzione per l’educazione emotiva nei contesti di crescita, in particolare per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, è in questi ultimi anni particolarmente viva. L’educazione psicoemotiva, a nostro avviso, può realizzarsi in un duplice senso.

Da un lato all’educatore è riconosciuto sempre più il ruolo importante che svolge nella “socializzazione emotiva” mediante meccanismi di socializzazione diretta (Sarni 1999), che comprendono strategie di tipo verbale e non verbale finalizzate a regolare l’espressione emotiva del bambino; e meccanismi di socializzazione indiretta, come il riferimento sociale (il bambino utilizza l’espressione dell’adulto per orientarsi nell’ambiente) o l’apprendimento imitativo, che possono influenzare il comportamento dei piccoli senza che vi sia un’esplicita intenzione al riguardo.

L’educatore possiede una personale concezione delle emozioni almeno in parte riconducibile alle classificazioni proposte da Gottman per i genitori: la concezione coaching a cui corrisponde uno stile educativo particolarmente orientato a riconoscere e a sostenere l’esperienza emotiva del bambino, tanto a valenza positiva che negativa; la concezione dismissing, meno consapevole del significato delle emozioni in generale e di quelle in corso in particolare, e quindi meno in grado di regolarle quando sarebbe necessario.

Dall’altro lato, l’educazione emotiva a scuola può essere progettata attraverso attività finalizzate a trattare con estrema delicatezza il tema delle emozioni insieme ai bambini (Grazzani Gavazzi, Ornaghi, Antoniotti).

Attività di gioco simbolico, di drammatizzazione, di gioco linguistico, di disegno, di ascolto e completamento di storie, di racconto autobiografico possono essere proposte per mettere in gioco le abilità di espressione, compren- sione e regolazione emotiva in un contesto ludico in cui il ruolo dell’educatrice è centrale. Le attività che propone, infatti, in quanto condivise tra pari nel contesto della vita quotidiana, consentono al bambino di acquisire abilità socioemotive e costruire il proprio sé attraverso una maggiore consapevolezza delle proprie e altrui esperienze emotive.