EDUCARE ALLA VITA

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Le situazioni di disagio nella scuola sono all'ordine del giorno, viviamo in una società dove la comunicazione è impossibile, ognuno prigioniero dalla propria "sofferenza" e  pronto a difendersi con violenza ogni volta che qualcuno se ne accorge.

Non possiamo rimanere a guardare senza domandarci in merito…….

Sono molti i bambini che vivono il disagio affettivo  imposto negli ambienti educativi e nella famiglia.

Non offendetevi leggento queste righe perchè basta veramente poco a distruggere un bambino!!  molto poco!! spesso uno sguardo….

Sono i  bambini della società futura che a causa del caos educativo rischiano di ritrovarsi senza strumenti per affrontare gli ostacoli della vita, che richiedono capacità e competenze per essere superati con successo.

I bambini non sono macchine da pargheggiare, non sono oggetti da mostrare e tantomeno clienti consumatori !. 

I bambini sono la purezza dell'essere umano non contaminato, di cui bisogna prendersi cura con amore ed aiutare a crescere forti e felici.

I segnali del totale fallimento educativo li vediamo quotidianamente nella cronaca e nei fenomeni di bullismo ormai presenti in ogni scuola.

Non è facendo la guerra che insegnamo ai bambini ad essere uomini di pace, rimbalzando le responsabilità da scuola a famiglia e da famiglia a scuola.

E' un fenomeno sociale di ogni luogo che sia la scuola, la fabbrica o una piazza cambia poco o nulla.

 La violenza( fisica e psicologica) è il metro con cui si impone una autorità, la propria personalità e le proprie credenze. 

La violenza è lo strumento per sottomettere una persona ad un ordine di controllo, che poco lascia allo spirito umano di prendere forma nella vita.

I bambini  ci osservano in ogni nostra azione e sentono quello che diciamo e pensiamo…   proprio così loro sentono i nostri pensieri a distanze anche a noi impensabili.

Non lasciamo che ci scappi di mano la capacità di essere dei buoni esempi…   la depressione sociale  non deve riguardare i bambini!!

Gli educatori, sono l'ultima possibile via per riportare ordine, ma se si limitano a rispondere alle solite tre domande :      " ha mangiato?, ha dormito?, è stato bravo? " senza meditare  che l'educazione non deve limitarsi a futile allevamento, resteremo al solito conformismo di una società competitiva, dove l'unica cosa che conta è salvare se stessi.

Nessuno si salvarà se non è pronto a porgere la mano al prossimo e ad ascoltarne i bisogni, continuando a pensare solo a se stesso e a quel misero potere acquisito.

Buona educazione !