LA MENTE FOTOGRAFA L’AZIONE , IL CUORE LA SPIEGA

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In questo articolo voglio parlarvi del gioco simbolico.
Il gioco simbolico è un processo, che si differenzia nell’ età e nello sviluppo psicomotorio del bambino.
Non segue per tutti ha la stessa evoluzione, in quanto si arricchisce in relazione alle esperienze vissute dal bambino, più il bambino acquisisce capacità nel muoversi e di linguaggio, più saprà creare con l’immaginazione e la fantasia giochi di origine simbolica.
E’ importante che il bambino faccia “finda di …”?
Potrete trovare molti riferimenti in pedagogia del gioco, psicologia dell’età evolutiva e psicomotricità relazionale in merito a questo argomento.
Come sapete, le forze “energia” che muovono il bambino sono molteplici, ed è importante saperle osservare per orientare un eventuale aiuto nell’avventura esplorativa del bambino in relazione con il mondo e con gli altri.
Negli annni passati, giocavamo quasi esclusivamente in modo simbolico, tutti ricordiamo per quante ore si giocava a guardie e ladri e a nascondino nei cortili, o a casa,con i giocattoli e le bambole nelle camerette dei più più picoli.
Si giocava a voler essere grandi ad imitare nel gioco le gesta degli adulti o qualche personaggio di fantasia.
Oggi, molti giochi sono stati accantonati dai bambini, sostituiti con realtà virtuali molto più attraenti per la loro mente, i loro occhi ed anche per le loro orecchie.
L’immagine di uno schermo (consolle) , arricchito di colori e suoni molto attraenti e apprezzata da tutti i bambini naturalmete. Li vediamo catturati e attenti a portare a termine il livello di gioco.
Anche noi genitori conosciamo questi giochi e siamo anche contenti di condividere e comunicare con i nostri figli su queste attività, ci sentiamo più vicini al loro mondo accogliendo quello a cui loro piace.
Aggiungerei che è anche più semplice, non richede sforzo di immaginazione e si può stare tranquillamente seduti o sdraiati.
Ma siamo sicuri che quello sia realmente il loro mondo e che soddisfi un bisogno reale? O forse è il bisogno di compensare un nostro senso di colpa ?
A scuola, le energie del gioco simbolico, non sono cosi controllabili, in quanto passano attraverso la “pelle”.
La realazione è reale, e l’altro ha un comportamento che varia ,secondo le emozioni che vive e non definito dal livello del gioco.
Non si superano problemi reali tornando indietro, “chiedendo scusa non lo faccio piu”, e ripartire con lo stesso schema e aspettativa! Ci sono delle conseguenze.
Il gioco simbolico è un vero e proprio problema da superare per capire come funziona il mondo e per conoscere le altre persone coinvolte.
Spesso, i bambini, impongono al gioco della realtà le regole e comportamenti del gioco virtuale, con risultati drammatici sul controllo emotivo e affettivo.
Il gioco diventa così una “guerra”, si distruggono materiali, si perdono pezzi di sè e qualche volta ci si lascia invadere dalla rabbia e dalla paura della perdita.
Il gioco simbolico, è come la favola, il racconto. Il bambino deve trovare una rassicurazione profonda nelle sue esperienze di gioco, è questo il suo valore.
Il bambino, impara a conoscere il mondo e ad interagire con esso, provando e riprovando ad affrontare le difficoltà della realtà, e deve farlo da solo, noi adulti siamo solo dei facilitatori, non possiamo sostituirci a lui, alle sue esperienze e controllarne l’azione, come fa un gioco virtuale!
Altrimenti assomiglieremo sempre più alle macchine, di cui possiamo controllare e modificare ogni singolo componente.
Quando osserviamo i bambini, dobbiamo farlo con il cuore, capire le loro intenzioni, i loro sentimenti, posizionarsi sempre nella situazione di aiuto, di presenza ( ti aiuto a fare da solo), senza giudicare immagini o parole che possono scontrarsi con la morale.
Osservate l’immagine dell’articolo, in un primo momento potrebbe sembrarvi violenta, non accettata nei nostri tempi, direi poco rassicurante e anche “incontrollabile”.Quasi una minaccia!
Gli occhi di un bambino vedono solo un cavaliere armato, un mito da emulare, forte come un super eroe che salva il mondo, forte come il mio papà!.
Se vostro figlio tornando a casa dopo una attività di gioco simbolico si lamentasse di non essere riuscito a vincere o addirittura di avere preso una severa lezione( i bambini imparano l’uno dall’altro) da un cavaliere (bambino) munito di una spada!( simbolica), come reagireste!?
Osserviamo, come da un semplice gioco quanti insegnamenti si possono ricevere, quante domande, quante paure!
Abbiamo acquisito culturalmente il rimandare a domani ogni ostacolo e a risolvere spesso tutto con la ragione al posto del cuore. L’infanzia dura poco cari amici, in questo “spazio-temporale” il bambino si identifica con l’uomo che osserva.
Permettete ad educatori e insegnanti che si prendono cura insieme a voi dei vostri figli quella possibilità di amarlo senza attaccamento, per aiutarlo a crescere.
Non limitate, chi si offre passionalmente a insegnare ai bambini. E’ il moglior aiuto possibile per superare le angoscie e le paure dell’infanzia. Ogni crescita richiede un pò di sofferenza!.
E’ una legge universale soffrire, non possiamo preservarci e preservare nessuno dalla sofferenza. Persino l’amore ci fà soffrire!
Vediamola come una semplice “iniziazione”, come il venire al mondo.
Il gioco è una cosa seria, ci racconta chi siamo, è la cultura che orienta l’infanzia, per un benessere condiviso e gioioso.
Tutti i bambini a scuola devono giocare, non è una perdita di tempo!, anzi, un vivere fuori dal tempo, nel cuore e nell’anima.

Maestro! Questo è il posto più bello della scuola! Perchè possiamo giocare liberi.
Simone 5 anni