DIALOGO CON UNA MAESTRA

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In questo articolo, voglio raccontarvi di una conversazione avvenuta alcuni anni fà con una collega ed amica della scuola dell'infanzia.

Ero come mio solito fare, soffermarmi qualche minuto tra le classi nel momento dell'ingresso della mattina; quando i bambini, spinti da un accordo non verbale mi si sono gettati addosso con evidenti ed energici gesti di affetto.  

Mantenere l'equilibrio e non cadere per terra insieme a tutti loro in queste situazione non è sempre facile. 

Ecco che si avvicina la maestra, con un sorriso un pò difficile da decifrare, un misto tra ghigno di rimprovero e sfottio partenopeo.

" Hai visto come ti vogliono bene ! "   tradotto : " QUI CI SONO DELLE REGOLE SIAMO IN CLASSE "

" Perchè tu li fai giocare ! "   tradotto : " IN PALESTRA FANNO QUELLO CHE VOGLIONO "  

Mi è venuto di pancia rispodere che quello a cui stava assistendo era in semplice gesto di entusiasmo, uno dei valori più importanti della vita comunitaria; senza entusiasmo un gruppo non combina granchè!!

Comunque sia, adesso è ora di iniziare a lavorare!, prendi chi devi e andate in palestra.

Mi venne di fare un gesto militare di obbedienza ma in questa occasione trattenni la pancia e accesi la ragione. 

Ripensai molto a quell'episodio nei giorni seguenti ,e come spesso accade cercai risposte alla domanda che mi tormentava : " Perchè una maestra capace pensa che il gioco libero non apporta valori ? mentre colorare una fotocopia uguale per tutti possa aiuture ad acquisire un concetto ? .

Eppure ci stiamo occupando della stessa cosa. Quindi chi ha ragione ?  Meglio la libertà o il controllo?

Entrambi avevamo visto un immagine del libro che stavamo sfogliando senza averlo finito di leggere e averne fatto una osservazione critica.

Lei aveva visto la libertà dare sfogo alla disubbidienza, ed io il controllo dare freno alle emozioni.

Come spesso accade la verità o meglio  la saggezza stà nel mezzo .

Nello schema seguente, una possibile soluzione.