IL GIOCO TRA FUNZIONE E COGNIZIONE

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In questo articolo,  alcuni spunti di riflessione di cosa è il gioco per la  programmazione dell'attività psicomotoria educativa .

In primo luogo, il gioco deve sempre nascere da  un bisogno ( per esempio il riconoscimento dell'individuo) che unisce il gruppo dei bambini partecipanti creando motivazione.

La partecipazione al gioco non ha strutture temporali, quindi può   interagire   attivamnte o passivamente in base al proprio stato emozionale ed affettivo.

Questa componente del gioco, legata ai bisogni viene definita senso-motoria ed è il semplice piacere di muoversi senza una finalità funzionale, spesso aggressiva e poco controllabile da parte del bambino. E' regolata da energie che di solito non vengono accolte in educazione. 

In questi momenti al bambino piace sentirsi vivo, con urla , scorazzate e impulsi aggressivi e distruttivi.

Una cosa meravigliosa a vedersi, ma che resta nell'intimità della lezione, perchè non condivisa moralmente. ( ricordo che la componente morale del buon-cattivo non interessa al bambino) perchè stà imparando a riconoscerlo dall'esperienza, non è qualcosa che si impianta come ad una macchina, per via educativa.

Successivamente nella lezione, con il passare del tempo, l'energia pulsionale lascia campo  alla ricerca funzionale, e più precisamente al pensiero e all'aggiustamento di schemi corporei e motori atti a raggiungere lo scopo del gioco ( individuale e collettivo), in questo caso il gioco viene definito simbolico, perchè il bambino si arma di strumenti che trasforma in pensiero.

Qui entra in gioco il pensiero creativo, ovvero la capacità di passare da una situazione conosciuta ad una nuova manipolando la realtà.

Tale condizione ha sempre una componente di ansia ( paura) e coraggio come tutto ciò che è nuovo ed imprevedibile, ma senza la quale saremo incapaci di esplorare e scoprire il mondo che ci circonda.

Il gioco si coclude con un momento di rassicurazione, dove le energie messe in atto nel momento creativo di esplorazione funzionale si rigenerano a livello cognitivo incorporando l'esperienza vissuta.

Questo è il ciclo bioenergetico del gioco infantile di gruppo, dove bisogna trovare il proprio equilibrio emotivo, funzionale e relazionale.

Ma quali sono i giochi che i bambini amano ? e quale deve essere il ruolo del mediatore?  

Buona ricerca !