CREATIVITA’ E RESILIENZA

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Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra. Gli antichi connotavano il gesto di tentare di risalire sulle imbarcazioni rovesciate con il verbo ‘resalio’. Forse il nome della qualità di chi non perde mai la speranza e continua a lottare contro le avversità, la resilienza, deriva da qui. Pietro Trabucchi

 

La resilienza è una caratteristica che tutti quanti noi dovremmo imparare a sviluppare sin da bambini.

Ma tante volte la nostra cultura, le nostre credenze e il nostro modo di fare educazione non promuovono affatto la resilienza, anzi….

Perchè, soprattutto con i bambiami, tendiamo a fargli evitare qualsiasi tipo di fallimento, con l'erronea idea di volerli proteggere, non capendo che stiamo proprio togliendo la possibilità esperienziale che il bambino usa per rafforzarsi.

Se consideriamo che il bambino apprende molte cose da sè, ci accorgiamo bene di quante volte il bambino sbaglia, sgaglia continuamente, sbaglia e cade e si rialza, sbaglia gli scivola qualcosa e la riprende, sbaglia a esprimersi con i linguaggi e ci riprova.

E proprio attraverso questo meccanismo dell'errore o" fallimento"che il bambino apprende e costruisce una comprensione migliore del mondo che lo circonda.

Quindi senza fallire non si acquisiscono comprensioni o peggio si creano paure, insicurezza e disistima se il fallimento viene giudicato una incapacità, pigrizia o peggio disubbidienza.

Capire invece cosa è accaduto e perchè è accaduto è l'aiuto che il mediatore deve offrire al bambino, in modo che i suoi obiettivi e i suoi fallimenti siano sempre più vicini alle sue possibilità reali.

Buona ricerca!!