GLI OSTACOLI DEL CUORE, GIUDIZIO E PARAGONE

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Se non si eliminano giudizio e paragone nelle interazione tra educatori e bambini, non ne scopriremo mai i loro reali talenti, e soprattutto non permetteremo loro di accedere alla percezione sensibile, dove il talento si esprime per mezzo dello spirito.

Perché i bambini non riescono a trovare i loro talenti e a sfruttarli?

Il problema è il giudizio, ovvero la paura di essere giudicati.

Questa paura, nasce dal nostro bisogno di essere protetti e riconosciuti, e quando questo viene meno ci si sente abbandonati, subentrano paura angoscia e panico.

Nella nostra filogenesi, l’ambiente, e stato per gli uomini molto ostile. Solo negli ultimi secoli l’uomo ha avuto la protezione e il confort di una casa confortevole e il soddisfacimento di bisogni e desideri. Prima si viveva molto esposti all’aggressione della natura e all’espulsione dal branco o gruppo. Se gli altri uomini del gruppo ti giudicavano male o non ti capivano, venivi immediatamente espulso, isolato e abbandonato.

Ogni gruppo si sente minacciato nella sua sopravvivenza quando qualcuno si oppone all’energia del gruppo stesso. Questa è una legge psicologica e non la si discute. E’ così punto!

Questa memoria di sopravvivenza, è presente nelle cellule del nostro corpo e si è mantenere vigile e in allerta. E’ una memoria cellulare eredita per via filogenetica e transgenerazionale.

Possiamo parlare di istinto di vita o sopravvivenza quando l’azione di un bambino viene bloccata dall’angoscia di essere giudicato dal gruppo o dall’autorità del capo gruppo?

Come sopravvive il bambino? Adeguandosi a quello che insegnano e dicono genitori, insegnanti e figure significative alla sua educazione.

Adeguandoci ai pensieri di altri non diamo spazio al nostro codice personale( la nostra volontà), rischiando come avviene nella maggioranza degli individui di vivere una vita piena di insoddisfazione e di poca integrazione tra le nostre forze: fisiche, mentali, animiche e spirituali. Questo sicuramente porta al malessere psicofisico ed i sintomi sono evidenti nei corpi schizofrenici della nostra società.

Quante volte abbiamo avuto il desiderio di fare qualcosa di nuovo, di cambiare abitudine di metterci in gioco! Ma subito arriva l’alert, una forza contraria ci ferma, boicotta e ci spinge a rinunciare. Da qui nasce l’insoddisfazione che alimenta il giudizio o consiglio sugli altri. Cerchiamo di abbassare e ridurre e isolare tutte le energie creative che agiscono in noi per paura di cambiare e abbandonare l’insoddisfazione.

La nostra personalità senza un buon livello di consapevolezza agisce in modo da condizionare l’insuccesso, non solo personale, ma anche quello degli altri, in questo caso dei bambini. Questo processo agisce di generazione in generazione, e solo un aumentato livello di coscienza collettiva e consapevolezza personale può liberarci da questo condizionamento e pratica consolidata nel nostro processo educativo.

Si preferisce stare nella falsa credenza di un gruppo che protegge la nostra erronea insoddisfazione, che aspirare a qualcosa di personale, gratificante e meraviglioso.

Il paragone ha gli stessi effetti disastrosi del giudizio, perchè possiamo considerarlo un giudicare bene piuttosto che male, ma rimane pur sempre un giudizio.

In realtà paragonando e giudicando si indeboliscono le energie vitali dei bambini, ossia : entusiasmo, gioia, intraprendenza, vivacità, fantasia, immaginazione, inventiva e anche la sana e amata disubbidienza necessaria all’Io. Siamo in errore a pensare che i bambini devono essere dipendenti dai nostri schemi meccanicistici ereditati, soprattutto nell’educazione. I bambini dovrebbero essere dipendenti solo dall’amore che ricevono e dalla fiducia che gli viene data.



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