EROS E THANATOS

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Con quali istanze , il reale, compare fenomenologimente nel nostro psichico quando siamo in preda ai due istinti di specie, ovvero il desiderio di vivere e quello di morte?

Molti illustri psicanalisti si sono interrogati su cosa spinga sin dall’infanzia alcuni comportamenti (coazione a ripetere o il senso di colpa) a interagire nella realtà invadono l’essere nella sua relazione con il mondo interiore e sociale.

Il bambino che vive in un universo ancora completamente ossessivo nel momento in cui ripete sempre i medesimi movimenti, e psicotico perchè ogni oggetto o fatto crea un mondo fantasmatico in cui immergersi rassicurato, non percepisce l’irruzione del reale.

Il reale si distingue per la sua la sua separazione dal campo del principio di piacere.

IL reale nella sua impadroneggiabilità è qualcosa fuori controllo dalle pulsioni e il loro allacciamento al desiderio.

Il reale ritorna sempre allo stesso posto, alle esperienze spiacevoli e traumatiche.

La pulsione di morte è il reale che ritorna sempre allo stesso posto nel tentativo di recuperare senso nel simbolico e nell’immaginario.

Per il bambino la permanenza della persone e degli oggetti rappresenta un bisogno fondamentale alla sua sicurezza biologica e psichica.

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