Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è considerato uno dei più comuni disturbi dello sviluppo neurologico dell’infanzia, caratterizzato da disattenzione e / o iperattività-impulsività. Anche se una definizione rigorosa di questa entità è costantemente ricercata, l’ADHD è una sindrome spesso ridefinita e riconcettualizzata. Gli studi epidemiologici mostrano grandi differenze nell’incidenza, sottolineando che lo sforzo dei sistemi tassonomici attuali per offrire criteri diagnostici oggettivi non ha dato risultati sostanziali. Il disturbo bipolare (BD) con insorgenza nell’infanzia si distingue dalla forma adulta per la scarsità di sintomi affettivi. Molto spesso, né l’umore depressivo, né l’euforia ipomaniaca sono in prima linea essendo coperti da irritabilità con crisi di violenza. I bambini o gli adolescenti hanno cicli consecutivi, che comprendono brevi episodi di periodi depressivi, ipomaniaci, maniacali o misti senza intervalli liberi. C’è stato un ritardo nel riconoscimento di questo quadro clinico. I criteri diagnostici nei sistemi tassonomici attuali non sono separati da quelli degli adulti e secondo alcuni studi il disturbo è sottodiagnosticato soprattutto nei paesi europei. La letteratura contemporanea si occupa in gran parte del rapporto ADHD – BD nei giovani perché i due disturbi condividono lo stesso quadro clinico con lievi variazioni. La diagnosi differenziale a favore del BD si basa principalmente sulla presenza di disturbi affettivi in famiglia. Le principali questioni sollevate sono se c’è comorbilità, se l’ADHD è sovra-diagnosticata contro il BD o se l’ADHD rappresenta una manifestazione prodromica del BD ad esordio precoce. I bambini con ADHD e BD comorbide tendono ad esprimere per lo più un fenotipo stimolante con un decorso cronico e hanno tassi più elevati di disturbo da comportamento antisociale. Questo particolare fenotipo suggerisce un continuum sintomatico tra ADHD e BD ad esordio precoce che è forse responsabile delle difficoltà incontrate nella diagnosi differenziale e delle differenze nei tassi di comorbilità. Sembra che l’insorgenza precoce del BD si combini più spesso con i sintomi dell’ADHD che spesso precedono i disturbi dell’umore. La relazione tra BD e ADHD non è solo un problema nosologico, ma ha importanti implicazioni per il trattamento. La confusione riguardo la valutazione diagnostica e la relazione di queste due entità cliniche si riflette nel percorso terapeutico proposto, in particolare per quanto riguarda la farmacoterapia. Gli elevati tassi di comorbilità tra ADHD e BD osservati negli USA, ma non in altri paesi, sono probabilmente dovuti all’uso frequente di stimolanti. I dilemmi che si presentano per la diagnosi di ADHD, BD e la loro relazione si riferiscono alla difficoltà di definire i limiti del normale e dell’anormale nella salute mentale dei bambini e degli adolescenti e alla costruzione di un sistema tassonomico che rispetti le particolarità di questo spettro di età evolutiva. Per raggiungere questo obiettivo non è sufficiente la ricerca dell’oggettività dei criteri diagnostici, ma bisogna anche tenere conto dei fattori psicodinamici che pongono il bambino al centro della sua storia personale.

Lazaratou H. [Attention-deficit hyperactivity disorder or bipolar disorder in childhood?]. Psychiatriki. 2012 Oct-Dec;23(4):304-13. Greek, Modern. PMID: 23399752.

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