Mi capita quotidianamente di leggere ricette sull’Educazione del futuro.

Spesso a tal proposito, si usano mezzi sbagliati per un incerto e solo ipotetico buon fine. Cosa sappiamo di quello che accadrà nei prossimi anni e quali variabili e influenze detteranno le regole del gioco?, nulla!

Sulla base di quale buon senso possiamo decidere cosa, o chi dovrebbe essere l’uomo del futuro?, forse sulla nostra esperienza?, quasi sempre fallimentare e insoddisfatta? o sulle nostre competitive relazioni sociali? che ci portano ad odiare chiunque non la pensa come noi.

Tanto più bisognerebbe essere consapevoli e portare a coscienza che questo è un comportamento stupido in quanto porta a danneggiare proprio quello che vorremmo proteggere.

Il giusto modo di pensare all’educazione è privo di ogni ideologia, di illusorie promesse, di un metodo o sistema precostituito per quanto finemente elaborato esso sia. Tantomeno un modello di condizionamento morale e di giustizia.

L’educazione alla vita non deve conformarsi a sistema uguale per tutti, non può essere costretta in un sentiero o modello, per quanto nobile. Una mente giovanile che è stata addestrata alla conoscenza dei fatti è incapace di incontrare la vita nella sua bellezza, aprirsi al rispetto e all’amore per i suoi simili.

Al contrario, se non salvata in tempo riprodurrà nuovamente le sofferenze del passato proiettato le immagini nel futuro perdendo l’unica cosa che salva ovvero la presenza nel qui id ora. Perchè solo nella presenza non c’è nulla da temere e quindi nulla da sapere per il futuro!.

Se l’insegnamento trasmette semplicemente il suo ambiente al bambino, di cui gli ideali fanno parte, non fa altro che perpetrare il proprio condizionamento e sofferenza, incapace di vedere e comprendere davvero il bambino.

Non posso essere d’accordo che un modello educativo possa essere la soluzione perchè sappiamo che l’uomo è il prodotto delle condizioni sociali del tempo in cui vive.

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