Sarà capitato a tutti voi di incontrare sul vostro sentiero qualcuno nel bisogno di aiuto. Indipendentemente dalla specie abbiamo tutti una sensibilità percettiva verso la vita, e quando questa è un pericolo scatta quel mutuo soccorso che invita tutti a riflettere. Chi o cosa a fatto si che trovassimo al posto giusto e nel momento giusto per fare una sceltà le cui conseguenze sono spesso imprevedibili. Si perchè quando si tratta di piante od animali nasce immediatamente nello spirito umano iil desiderio di prendersene cura affinché questi non potranno riprendere la loro avventura sulla terra. Quanto tempo sarà necessario? Ritroveranno il gruppo di appartenenza? Saranno accettati? L’educazione che abbiamo impartito sarà un limite per il mondo delle leggi di natura?.

L’essere umano è l’unico nelle specie viventi a poter spezzare certi istinti e comportamenti dettati da madre terra. L’unico ad essere educato secondo tradizione, familiarità e cultura. Ma questo è un pregio o un difetto evolutivo?.

Ricordate il Piccolo Principe nella relazione con la sua amata Rosa, o con la sua amica Volpe. La prima voleva essere il centro dei suoi pensieri, e la seconda lo avvertiva che addomesticare un animale è un rapporto delicato perchè non potrà abbandonarlo per il resto della vita.

Un invito a riflettere a come le specie viventi a differenza nostra non riconoscono temporalità psicologica, vivono solo il qui ed ora. A questa legge ubbidisce anche il bambino perché non è ancora identificato in modelli sociali e comportamentali che agiscono spesso a nostra insaputa per legge meccanica.

Educare è una cosa di sensibilità e percezione della psicologia dell’essere con cui si entra il relazione e bisogna conoscere bene di cosa si nutre, come respira e in che ambiente è più a suo agio.

Quanto siamo lontano oggi da questa intelligenza di mettersi in connessione!!!!!!!

Buona ricerca.

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