LEZIONI D’AUTORE

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“Il cavaliere errante senza innamoramento è come arbore spoglio di fronde e privo di frutta; è come corpo senz'anima.” Miguel De Cervantes

Il Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento è la metafora della ricerca dell’identità e di quella persa, dell’uomo che si è smarrito nella pazzia dell’hidalgo o nell’ignoranza di Sancho Panza, quest’ultimo però portatore anche di valori e furbizie contadine. Credulone e di buon cuore Sancho sciorina proverbi in continuazione e si dimostra capace di comprendere spesso la bizzarria dell’avventura del suo signore e nel contempo di viverla dubbioso per quello che è, senza avere le idee chiare mai, e credendo o meno a quanto dice il nobile. Lo scudiero vive assieme al suo cavaliere errante la scommessa di un percorso. Il centro anche qui è nel viaggio e nell’avventura, nel vivere un sogno. Come afferma Dario Fo, il Don Chisciotte è appunto un sognatore, e anche quando Sancho si dimostra consapevole della pazzia del suo padrone non viene affatto meno la sua fedeltà, perché vivere la scoperta, il viaggio, perdersi nei meandri dell’esistenza, sono tra le più grandi necessità umane, e soddisfano un indefinito piacere: l’uomo-Ulisse che alberga in ognuno di noi.

Quanti Don Chisciotte abbiamo incontrato nel nostro cammino, e quanti hanno pensato lo fossimo noi in pò folli e impavidi  paladini della giustizia?

Quanti sarebbero così puri da difendere un amore non ricambiato come Don Chisciotte ? nessun adulto "razionale" naturalmente!.

I bambini, invece, sono tutti dei Don Chisciotte quindi attenzione a disarcionare la loro immaginazione!!!!!